di Italo Grassi

Il concetto che basse esposizioni (subletali) di sostanze tossiche possono indurre tolleranza verso dosaggi più elevati è nota da molto tempo con il nome di ormesi. L’antrace, il botulino, la peste, il vaiolo, la tularemia, l’enterotossina dello Staphylococcus B, il gas mostarda, il cianuro di idrogeno, il cloro, il sarin e il soman sono agenti biologici e chimici (BCA) che, in mano a terroristi, rappresentano gravi pericoli per la salute delle forze militari e delle popolazioni civili di tutto il mondo. Uno studio pubblicato su Homeopathy ha indagato se sono stati eseguiti studi seri e mirati su tossine a bassi dosaggi (LD, ovvero concentrazioni fino a 10 alla -23M) e ultra-low (ULD, al di sotto di 10 alla -23M), in grado di prevenire e curare queste minacce. Tra oltre 2600, solo cinque studi, riportati in cinque pubblicazioni, sono stati effettuati con un buon rigore metodologico. La qualità degli studi è stata valutata utilizzando l’indice di qualità scientifica per ricerche di laboratorio sui bassi dosaggi tossicologici; questo indice è stato sviluppato da Klaus Linde e colleghi in consultazione con tossicologi, statistici e biomatematici per valutare il rigore scientifico e metodologico di ciascuno studio. Dei cinque valutati, l’unico studio riguardante un agente biologico è stato quello sulla F. tularensis: furono esaminati, in vivo, gli effetti protettivi di un pretrattamento con preparazioni LD e ULD a base di tessuto infetto di F. tularensis in un gruppo di topi. L’indice di protezione (PI) verso la tularemia da parte dei topi pretrattati con LD e ULD variavano da 0% a 35% con una media di mortalità complessiva ridotta al 22%, molto inferiore rispetto ai controlli trattati con placebo. Tra gli agenti chimici, il sarin è stato l’agente nervino più frequentemente studiato (4 esperimenti), seguito dal soman (2 esperimenti), uno dei quali in combinazione con il sarin. Tuttavia gli altri studi hanno esaminato soltanto gli effetti stimolanti e non quelli protettivi da parte di sostanze LD. Uno studio ha approfondito i comportamenti e l’attività del livello di colina in risposta alla somministrazione di soman, accertando un aumento del 147% di colina nella corteccia dei ratti esposti a LD di soman. Un altro studio ha valutato l’azione in vitro del sarin sul riflesso spinale monosinaptico (MSR) del ratto neonato, riscontrando una facilitazione di questo riflesso in bassa concentrazione seguita da depressione del MSR ad una concentrazione più alta. Un altro studio ha verificato gli effetti acuti neurotossici del sarin nel sistema nervoso centrale (SNC) del ratto, constatando che l’attività del tronco cerebrale, dopo l’esposizione al sarin, mostrava una risposta bifasica, rispetto ai controlli, con un calo iniziale delle attività di colina acetiltransferasi seguita da un significativo incremento di 160-170% nelle successive 6-20 ore. L’ultima ricerca ha esaminato la tossicità di sarin e soman a livello neurocomportamentale sui ratti e ha rilevato che somministrazioni LD di sarin inducevano effetti ansiogeni, mentre dosi più elevate diminuivano questi effetti. Anche se solo uno di questi studi ha risposto alla domanda iniziale di protezione con somministrazione di tossine LD e ULD, tuttavia è risultato chiaramente che sostanze tossiche LD e ULD producono effetti stimolanti sperimentati sui tessuti, sia in vivo che in vitro.

Homeopathy, 2004, 93, (4), 173